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SANTA GELTRUDE COMENSOLI
Fondatrice delle Suore Sacramentine

Nata a Bienno, in provincia di Brescia, il 18 gennaio 1847 Caterina Comensoli rivela fin da bambina la sua sensibilità eucaristica, ricevendo la prima Comunione a soli sette anni. Cresciuta nella Compagnia di Sant'Angela Merici, intorno ai vent'anni inizia a lavorare come domestica. E matura uno sguardo attento ai bisogni educativi della società del suo tempo. Guidata da un sacerdote bergamasco, don Francesco Spinelli, intorno alla fine degli anni Settanta matura un progetto: creare un istituto di suore votate all'educazione femminile che trovino nell'Eucaristia la propria fonte. Le Suore Sacramentine nascono nel 1882 e la fondatrice sceglie per sé il nome di Geltrude. Dal primo nucleo di Bergamo l'istituto si espande alle altre città della Lombardia e del Nord Italia. Madre Comensoli muore il 18 febbraio 1903, tre anni prima del riconoscimento pontificio delle Suore sacramentine. Nel 1989 Giovanni Paolo II la proclamerà beata e il 26 aprile 2009 Benedetto XVI la proclama Santa. 

 

 

Pare che i rovesci di fortuna le diano una marcia in più, in certi momenti della vita. Caterina (così è stata chiamata alla nascita) vive un’infanzia tranquilla, e con un connotato singolare: la sua precoce sensibilità eucaristica, grazie alla quale riceve la Comunione già verso i sette anni. Da ragazza entra nella Compagnia di Sant’Angela Merici, che cura l’istruzione religiosa delle iscritte. Intorno ai vent’anni, difficoltà economiche la portano a lasciare Bienno per Chiari (Bs) dove fa la domestica per un anno. Poi la troviamo a San Gervasio d’Adda come dama di compagnia di una gentildonna, la contessa Fé-Vitali. È ormai una giovane donna ricca di talenti naturali e con un’attenzione crescente per le necessità educative del mondo femminile. Non sappiamo quando l’attenzione si concretizzi in un vero progetto; però già a San Gervasio lei ne parla a un intraprendente sacerdote bergamasco, don Francesco Spinelli.

Nel 1879 l’idea si precisa: creare un istituto di suore votate all’educazione femminile, con forte ispirazione eucaristica. Poi la fondazione si fa nel 1882, sempre col sostegno finanziario di don Spinelli: nascono le Suore Sacramentine e lei prende il nome di suor Geltrude. In diocesi l’iniziativa è bene accolta: una famiglia religiosa di questo tipo è necessaria e utile. Dopo la prima casa a Bergamo se ne aprono altre in Lombardia.

Ma poi c’è un crollo: vanno in dissesto certe iniziative economiche di don Spinelli, su cui si reggeva l’Istituto, e per suor Geltrude sembra imminente la rovina di tutto. Le suore devono andarsene da Bergamo, quasi come esiliate, e trovano rifugio in diocesi di Lodi. Ma soprattutto hanno Geltrude, con la sua energia tranquilla, e quando tutto sembra finito, ecco arrivare invece il riconoscimento diocesano per le Sacramentine. Poi, la rivincita: il ritorno a Bergamo nella casa di prima, bene accolte, festeggiate, necessarie... L’Istituto ottiene il riconoscimento pontificio nel 1906, e Gertrude non può vederlo, muore prima. Ma ha fatto in tempo a completare le regole, che portano le Sacramentine a espandere la loro attività in Alta Italia. Nel 1989 Giovanni Paolo II beatifica questa Fondatrice, che ora riposa nella Casa generalizia di Bergamo e nel 2009 Benedetto XVI la proclama Santa.



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